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sabato 20 ottobre 2007

"Sventato attacco kamikaze,

di Alberto Vignali - sabato 20 ottobre 2007, 09:15
da La Spezia
«Era già pronto un piano criminale ad opera di terroristi di matrice islamica, in grado di lanciare a tutta velocità una nave petroliera direttamente contro Venezia. Sarebbe stata una catastrofe immane, l’abbiamo evitata. Ma i nostri attuali sistemi di sicurezza non sono ancora all’altezza per scongiurare simili attentati»: le parole dell’ammiraglio Ferdinando Lolli, a capo di tutte le Capitanerie di porto italiane, piombano come macigni nella platea di ammiragli, generali e tecnici del settore difesa, fino ad allora un po’ distratti al convegno dedicato alle «Nuove sfide della sicurezza e della tecnologia: come proteggere i confini fisici e virtuali», nella sala del Circolo ufficiali della Marina della Spezia.
Ma Lolli, il «marinaio» che è stato al vertice del reparto piani e operazioni del Comando generale della Guardia Costiera, è appena all’inizio del ragionamento. Che riserva altre sorprese, soprattutto per chi si crogiola nelle certezze delle garanzie acquisite. «Parlare di sicurezza dei confini - riattacca Lolli - vuol dire parlare di sicurezza in mare. Oggi non ci sono più i sommergibili russi da controllare, mentre transitano o sostano al largo delle coste italiane. Oggi da monitorare ci sono i traffici civili, dove però il rischio di emergenze è sempre più elevato». L’attenzione dei presenti, fra i quali il sottosegretario Lorenzo Forcieri, l’ammiraglio Franco Paoli, comandante in capo dell’Alto Tirreno, e il generale Giuseppe Valotto, presidente del Centro alti studi della Difesa, sale al massimo quando si tocca il tasto dei pericoli possibili, se non addirittura probabili per il nostro territorio, provenienti dal mare: «Oggi dobbiamo affrontare rischi nuovi - insiste l’ammiraglio di Capitaneria -. Ci sono minacce a cui dobbiamo fare fronte con nuove tecnologie e con nuovi concetti. Dall’immigrazione al terrorismo, è su questo che si concentra il controllo. Lo dico perché conosco i rischi. Parlo del piano dei terroristi islamici perché sono cose che conosco bene, lo dico perché l’ho visto. Quella petroliera sarebbe arrivata fino a piazza San Marco». Non c’è più bisogno di sollecitare la frequentazione in sala, chi era uscito nei corridoi rientra in fretta. E non si perde l’epilogo: «Sono tanti i vettori a rischio per questa nuova forma di minaccia, pensate al caso Achille Lauro» tuona Lolli, che sembra quasi oltrepassare i confini del convegno per rivolgersi al governo. E aggiunge: «Oggi da un porto partono navi passeggeri con oltre tremila persone. Noi possediamo la tecnologia, unica al mondo, per controllare e monitorare il traffico di ogni mezzo che passa nella nostra zona di competenza, li vediamo come le torri di controllo vedono gli aerei. Ma in mare è un’altra faccenda, è molto più complesso. Dobbiamo sapere in tempo reale chi sono e dove vanno, ad ogni nave corrisponde una scheda, chi c’è a bordo e cosa trasporta».
Sì, c’è il sistema di reti radar seguite da una sala operativa nazionale, che è un autentico fiore all’occhiello; ci sono uomini meravigliosi che scrutano l’impercettibile. Ma non basta. E far finta di non vedere - fa capire Lolli - è quasi più pericoloso di qualsiasi petroliera lanciata contro la basilica di San Marco.

Fonte:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=214489&START=0&2col=



Cordialmente...............
Pippo Caminiti (Furci- Blog)

Tasse in vista per siti e blog

Polemica per nuova legge editoria

Tassare anche internet: l'articolo 7 del disegno di legge sull'editoria prevede infatti l'iscrizione obbligatoria al Roc, il registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet. E il popolo della Rete si ribella. Portavoce delle proteste, manco a dirlo, Beppe Grillo.

Il noto blogger e animatore del Vaffa day ha nel mirino il ddl del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi che riordina il settore dell'editoria. Ma non c'è solo Beppe Grillo. Già una parte della maggioranza (Verdi, Di Pietro e comunisti in testa) che chiede emendamenti al provvedimento che mercoledì inizierà il suo iter alla Commissione Cultura della Camera, proprio con un'audizione di Levi. Grillo sostiene che il testo è stato scritto ''per tappare la bocca a Internet'' e a suo avviso se dovesse passare chiuderebbe il 99% dei siti. Non il suo: ''Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico''.

Gli risponde con una lettera lo stesso Levi, spiegando che con il provvedimento ''non intendiamo in alcun modo né tappare la bocca a Internet né provocare la fine della Rete. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione. Ciò che ci proponiamo è semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l'appunto, dell'editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che è regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realta' profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia''.

E aggiunge: ''Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l'operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire". Già, e allora a chi spetterà decidere?. La risposta di Levi: "Nella legge affidiamo all'Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori''. Ma anche la stessa Agcom esprime perplessità il commissario Nicola D'Angelo, che invita a ''contemperare le esigenze di garanzia con la libera apertura della rete''. Altrimenti, conclude, ''finirà che i blog si faranno dall'estero''.

Fonte:

http://www.tgcom.mediaset.it/tgtech/articoli/articolo384414.shtml

Tasse, ecco la vera finalitá dell' operazione !
E cosí sia.........vuol dire che continueró dalla Germania a tener su il mio blog, almeno fin quando l' Italia diverrá piú civile e vivibile.

Cordialmente.........
Pippo Caminiti (Furci-Blog)



Sull' Etna nevicava



Webcam Sommitale, ore 10:00 del 28/10/2007
(C) INGV Catania

Finanziaria,abolizione Stretto Messina costa 4-500 mln-Di Pietro

venerdì, 19 ottobre 2007 6.10



ROMA, 19 ottobre (Reuters) - L'emendamento approvato ieri in commissione Bilancio al Senato al decreto legge collegato alla Finanziaria che prevede la soppressione della Società Stretto di Messina costerà complessivamente allo Stato, fra bilanci della società e penali, circa 4-500 milioni.

Lo ha detto oggi a Napoli il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, come confermato da un portavoce.

L'emendamento è fra quelli presentati al decreto dal relatore di maggioranza, il verde Natale Ripamonti, e prevede - oltre all'abolizione della società, l'istituzione di un'autorità che vigili sull'area.

"Sono stati persi 400-500 milioni di euro. Abbiamo fatto una furbizia", ha detto ironicamente Di Pietro.

Già nelle scorse settimane Di Pietro aveva sostenuto la tesi che sopprimere la società non fa cadere automaticamente i rischi di possibili pendenze, perché invece dell'amministratore sarebbe il liquidatore a dover pagare le penali per la mancata realizzazione dell'opera.

Oggi Di Pietro ha detto che alla società Stretto di Messina sono già andati 150 milioni per il progetto preliminare del ponte e la realizzazione di tre gare.

"I vincitori di queste gare avranno stanotte brindato a champagne visto che senza spostare un muratore né una cazzuola di cemento intascano un guadagno del 10% per violazione contrattuale e senza pagarci nemmeno le tasse", ha aggiunto spiegando che la penale è di circa 300 milioni.

Il contratto per il Ponte sullo Stretto è stato aggiudicato dalla società Impregilo (IPGI.MI: Quotazione, Profilo) che dal 2006 l'ha iscritto nel proprio portafoglio ordini per un valore di 1,7 miliardi.

"L'Italia dei Valori ha espresso contrarietà rispetto a questa soluzione che impone una spesa enorme per il risarcimento del danno alle imprese vincitrici delle gare raggiungendo un obiettivo che era già stato raggiunto, quello di non fare il ponte sullo Stretto. Ci sembrava migliore la soluzione da noi proposta che manteneva l'impegno a non realizzare il ponte senza però spendere una lira e anzi indirizzando le risorse destinate a questa opera per altri interventi nelle stesse regioni, la statale Jonica, la realizzazione di tre tratte metropolitane a Palermo, Catania e Messina, l'autostrada per Agrigento", ha aggiunto il ministro.

© Reuters 2007. Tutti i diritti assegna a Reuters.

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A.D. 2009, 21 Ottobre.
Siamo a quasi 2 anni dal cambiamento di redini, gli asini sono rimasti, oltre a qualche rattoppo, non si vede nulla !
Neanche i soldi per quache maschera antigas, viste le fughe permanenti della rete fognaria.
Si propaga fumo (gemellaggio), si sponsorizzano (sciala popolo),
si promette, non si mantiene, aria calda, non solo di scirocco.
Quanto hanno promesso ! Le "linee programmatiche" sono e rimarranno ben visibili qui sotto, fatevi un' idea autonoma.

A.D. 2010, 9 Aprile.
Gemellaggio, come se tutto dipendesse da questo "atto".
Spargono fumo fasullo, perché di arrosto non si vede nanche l' ombra.
Tutto viene lasciato all' abbandono, invece di alzare i deretani ed andare a cercare finanziamenti, se ne stanno a piangere "curcio" e a comunicare al "popolo bue" il solito ritornello: Non abbiamo soldi !

Buona fortuna !
Poveri disgraziati condannati a rimanere chiusi nel guscio della "perla dell' Jonio".....perché la perla se la sono giá fregata da tempo.