- Qualcuno ha portato una chitarra, per caso ? -
Era solo una battuta, ma ebbe un insperato effetto
- Una chitarra no, ma, sapendo di andare nel neolitico mi sono portato questo flauto -
Guardai Corrado incredulo, ma mi ripresi subito e lo spronai
- L'hai portato ? E allora suona. Suona qualcosa di cantabile, e voialtri cantate qualche bella canzone. Facciamogli vedere che abbiamo qualcosa da fargli sentire che può ben valer la pena di salvare. Cantate con voce alta e sicura, cercate di essere forti, che ne va della nostra vita. -
Si misero a cantare, accompagnati dalla musica di Corrado, e i selvaggi rimasero interdetti.
Discutevano tra di loro, e forse la cosa stava avendo effetto, quando un selvaggio più alto degli altri, dalla muscolatura atletica e robusta, che doveva essere il loro capo, disse con voce imperiosa qualcosa che li fece zittire.
Poi continuò a parlare, e i suoi uomini, qualcuno a malincuore, posero mano alle armi.
Capii che non aveva funzionato. Peccato, per poco, ma il loro capo non doveva essere amante della musica.
Allora mi rivolsi ai miei.
- Non muovetevi, lasciate fare a me. -
Mi avviai verso il capo a passo deciso, e questa mia mossa li sorprese.
Qualcuno stava per venirmi contro, ma lui li fermò con un gesto che non ammetteva repliche.
Continuò a fissarmi, mentre mi avvicinavo a lui.
Arrivato abbastanza vicino avrei voluto esibirmi in un kata di bastone (in giapponese "bastone" si dice "bo") volteggiando il bo come un giocoliere... peccato che non ne sono capace. Kata, ne conosco, ma la mia esibizione non avrebbe impressionato quei selvaggi, quindi meglio lasciar perdere.
Quindi gettai con violenza per terra il bastone, guardandolo con aria di sfida, e poi mi avvicinai ulteriormente a lui, calpestando il bastone, ed avendo cura che capisse che lo stavo facendo intenzionalmente.
Mi fermai a poco da lui.
Lui alzò la lancia, e la scagliò per terra, dove rimase infilzata. Poi prese l'ascia e la buttò di lato.
Continuando a guardarmi, lanciò un urlo orribile e mi si scagliò contro.
Avevo ottenuto il mio scopo.
Non potendo sperare di vincere con i miei contro i suoi, ero riuscito a convincerlo ad una singolar tenzone tra me e lui.
Più che perdere, non potevo, mi consolai...
Mi era venuto addosso come un toro, ed io mi ispirai ai toreri. Feci un passo laterale, ruotando su me stesso verso destra, caricando così il destro, che scaricai nella sua testona, mirando al mento.
Il colpo non fu abbastanza preciso, perché lui era stato più rapido di quanto mi aspettassi, ed allora gli mollai il miglior sinistro del mio repertorio, prendendo lo slancio dalla torsione del corpo conseguente al destro di prima.
S'era accorto di essere andato a vuoto e si stava girando per recuperarmi, e così si beccò il mio diretto in pieno.
Ma lo assorbì con disinvoltura e cercò di colpirmi con le sue lunghe braccia con scariche di micidiale pericolosità.
Le evitai tutte, ma era straordinariamente rapido, e non riuscivo a infilare i miei colpi.
Allora cercai di frenarlo alternando jab e gedan mae geri con improvvisi spostamenti laterali, cercando, appena possibile di infilare qualche colpo, senza riuscire a dare efficacia alle mie tecniche.
Continuai allora con i jab sinistri, sottraendomi al suo incalzare per quanto possibile, ma ero in chiara difficoltà. non potevo permettermi di prendere neanche uno dei suoi colpi, forse non eccelsi come tecnica, ma di spaventosa e devastante potenza.
Ma, costretto a rivolgergli tutta la mia attenzione, non mi resi conto che mi aveva chiuso in un punto senza uscita a causa delle rocce tutt'intorno.
Lo vidi diabolicamente soddisfatto di avermi incastrato, precipitarsi su di me con l'intenzione di finirmi.
Dovevo rimanere lucido, ne andava della mia vita.
Affidai tutto ad un destro d'incontro, e alla scelta di tempo, che doveva essere perfetta.
Mentalmente ripassai, in quella frazione di secondo, tutta la tecnica, cercando di trarre la massima spinta dal peso del mio corpo sul piede destro, e di far scattare il destro quando l'anca avesse girato la giusta misura, cercando di mantenere la massima scioltezza per avere la massima mobilità e velocità, finché, dopo un'interminabile frazione di istante girai il polso irrigidendomi per dare secchezza al colpo ed assorbirne il contraccolpo.
Fu, per mia fortuna, un colpo da manuale uscito fuori dalla freddezza della disperazione, ed ebbe il suo effetto.
Il bestione si accasciò a terra, intontito, ed io, tirato un sospiro di sollievo, mi tirai fuori da quella maledetta trappola, soddisfatto, ma anche psicologicamente spossato, girandomi per ammirare l'effetto del mio pugno da ko.
Altro che ko, quello, un po' intontito, ma abbastanza furioso, si stava rialzando, e dopo essersi concesso un attimo per riprendersi, mi si lanciò addosso con più veemenza e rabbia di prima.
Lo aspettai a piè fermo, e appena mi fu a tiro, visto che si apprestava a colpirmi di destro, portai il mio destro all'indietro, afferrai la sua mano che cercava di colpirmi, e l'accompagnai spingendola nella stessa direzione in cui l'aveva scagliata lui, prolungandone la traiettoria in maniera innaturale, sfruttando così la sua stessa forza, con l'aiuto della rotazione delle anche mentre avanzavo col sinistro del passo più lungo che potevo, concludendo con una spinta del braccio, steso di scatto, per quanto mi permetteva il peso che spingevo.
Conoscevo il buon esito di quel colpo. Avevo visto cinture nere volare per effetto di quel colpo, ed anche il troglodita, spinto dall'abbrivio del suo stesso peso, non potè frenare il suo stesso slancio, e rovinò vari metri più in là su alcuni dei suoi.
Il colpo era stato di grande effetto visivo, ma, oltre alla involontaria passeggiata forzata, riportò, per sua fortuna, e mia dannazione, ben pochi danni materiali da quella specie di volo che gli avevo fatto fare, e così mi fu sotto prima che io stesso ritrovassi la concentrazione giusta.
Incassai un colpo terribile allo stomaco. C'era da dubitare che invece che a mani nude come era mi avesse colpito con un martello. Avevo indurito gli addominali e l'assorbii,ma essendomi dovuto irrigidire, non fui poi abbastanza svelto a sfuggire alla sua presa, e strinse una presa d'acciaio (acciaio di carne umana) attorno alla mia gola.
Capii che sarei morto se non avessi reagito immediatamente, e allora ruotai di scatto infilando dal basso in alto la mia mano tra le sue, colpendolo poi, ricadendo di scatto, con una gomitata sul braccio, aiutandomi anche col movimento di tutto il corpo, per liberarmi della sua presa mortale, ma lui ne approfittò con uno scatto per attaccarmi alle spalle, cercando di strangolarmi da dietro.
Lo colpii con una testata all'indietro, gli calpestai sadicamente i piedi nudi (avevo bisogno di abbassare la sua concentrazione) e colpii i dorsi delle sue mani, immediatamente dopo afferrando un dito per mano, allargandogli le braccia, e chinandomi, mentre mi portavo di lato, gli torsi il braccio portandoglielo dietro la schiena alzandolo, e lo colpii con un calcio spinto nella piegatura posteriore della gamba, costringendolo ad inginocchiarsi.
Ero esausto, ma anche lui ne aveva abbastanza, e fece un cenno ai suoi che ondeggiavano, pronti ad intervenire.
Poi alzò il braccio in segno di resa.
Cercai di recuperare il fiato mentre lo lasciavo libero, ancora un tantinello diffidente, ma fu leale.
Gli mostrai le mani aperte, sorridendo, sperando che l'interpretasse come un segno di pace, e lui mi restituì il gesto e il sorriso.
I suoi si misero a cantare e danzare... per quel giorno ci era andata bene.
Cosa ci aspettava domani ?
Fine parte ottava.
"duepassi"
domenica 16 dicembre 2007
Ritorno al Neolitico (VIII)
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venerdì 23 novembre 2007
Ritorno al Neolitico (VII)
Non trovammo fiumi, ma vedemmo una scena agghiacciante:
i nostri amici ambientalisti correvano inseguiti da alcuni selvaggi armati di rozze scuri.
Non c'era tempo da perdere, e così, mentre mi lanciavo al loro soccorso, gridai a Corrado e Aldo di nascondersi.
Poi, correndo correndo, cercai di emettere un kiai, un po' per attirare l'attenzione di quei selvaggi, e distrarli, un po' per far sapere ai nostri che c'eravamo.
Un kiai come si deve è una cosa seria, non va fatto di gola, ma richiede una profonda respirazione. Ricordo il maestro che mi diceva che doveva uscire dal "tanden", qualche centimetro sotto l'ombelico, per essere un'esplosione di potenza, e non un gridaccio isterico.
Ma la corsa non aiuta. Ciò nonostante feci del mio meglio, e bastò per ottenere lo scopo.
I selvaggi si fermarono a guardare nella mia direzione, per capire cosa stesse succedendo, dando tempo ai nostri di guadagnare qualche metro.
Avevo gridato ai miei due compagni di nascondersi, perché mi rendevo conto della pericolosità della faccenda, e non volevo coinvolgerli nel rischio, ma essi, pur fermandosi, erano rimasti visibili, e questo, credo, mi fu d'aiuto.
I neolitici forse pensarono che nascosti nel bosco potessero esserci altre persone, che potesse trattarsi di una trappola, visto che un solo uomo correva loro incontro, e decisero di ritirarsi.
Uno solo si attardò su Filippo, uno degli amici di Aldo, che, esausto e senza fiato, era rimasto a terra, incapace di muoversi.
Lo prese per i capelli con una mano e alzò l'altro braccio, dove impugnava la sua rozza ascia fatta di un bastone e di una pietra legata ad esso.
Mentre si accingeva a colpire quel poveraccio, che non faceva nulla per difendersi, gridai ancora, facendogli l'elenco delle sue virtù (figlio di..., str..., e altre amenità) e gli elencai gentilmente tutti i suoi avi eccelsi ("li mortacci tua !").
Lui mi guardò sprezzante, facendomi capire che sapeva benissimo che avrebbe avuto tutto il tempo di uccidere il povero Filippo prima che potessi arrivare, e che si sarebbe compiaciuto di farmi assistere a quell'orribile scena.
Dovevo inventarmi qualcosa.
E allora mi venne in mente la pietra che mi ero messa in tasca, e la tirai fuori, e gliela lanciai.
Ahi ahi, non sono mai stato un lanciatore di pietre. Odio le sassaiole, e una volta che, mio malgrado mi ci ero trovato in mezzo, mi ero limitato a scansare le pietre altrui, guardandomi bene da lanciarne io, perché non avrei potuto sopportare l'idea di colpire qualcuno. Così, l'arte del lancio mi era estranea, anche se ho praticato il lancio del disco, che però è tutt'altra cosa. Così tirai per tirare, giusto per disperazione, ma con una gran rabbia, e fu proprio quella rabbia tanto impotente quanto furibonda, unita ad una immensa dose di fortuna, che mi fece fare un ottimo lancio, che per poco non colpì quel bastardo, che, sorpreso, valutò probabilmente che se avesse colpito Filippo forse non avrebbe avuto la possibilità di sottrarsi alla mia reazione, e preferì lasciarmi la preda, ed allontanarsi velocemente.
Gli gridai qualcosa di cortese ed aggraziato, ma che qui non posso riferire, se no mi censurano il raccontino, e raggiunsi l'amico.
Non gli stetti a chiedere perché non si fosse difeso, so quali effetti può avere il panico. Mi limitai a dargli una mano perché si risollevasse e lo accompagnai verso il bosco.
Gli altri, stranamente, erano scappati da un'altra parte, opposta a quella da qui provenivano i selvaggi, ma non verso il bosco.
Non stetti troppo a chiedermi perché, "saranno pure fatti loro, amen !", pensai.
Arrivati quasi al bosco Corrado e Aldo vennero fuori gioiosi e festanti.
- Presto - la mia voce era bassa ma energica, e non ammetteva repliche - allontaniamoci da qui, perché non sappiamo quelli come la prenderanno e che decideranno di fare. Non siamo attrezzati per un combattimento. -
Aldo evitò di incrociare il mio sguardo. Non era quello il comportamento che si sarebbe aspettato dal "buon selvaggio" che aveva in mente quando era partito.
Così evito di discutere, rimuginando nella sua testa i suoi pensieri.
Il vento si stava rinforzando, il cielo s'era incupito e qualche foglia turbinò nell'aria, mentre il bosco ci accoglieva.
Fine parte settima
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giovedì 22 novembre 2007
Ritorno al Neolitico (VI)
Fummo fortunati a trovare delle more. Mentre le raccoglievamo, e qualcuna ne mangiavamo, Corrado osservò
- Però, devi ammettere che i sapori sono tutt'altra cosa.
I cibi industriali non hanno lo stesso sapore dei cibi di una volta, non ti pare ? -
- Indubbiamente hai ragione. Ma capirai che non è la stessa cosa produrre alta qualità per pochi, o per tantissimi.
Una volta c'erano cibi pregiatissimi, dal sapore favoloso... ma per quanti ?
Il re e la sua corte mangiavano benissimo.... e gli altri ? Morivano.... morivano "veramente" di fame. Non si possono produrre quantità enormi, necessarie per sfamare il popolo, con la stessa qualità colla quale si producevano e si possono produrre cibi per i palati "reali" di chi non ha problemi di spesa.
La disperazione della fame, documentata da tante opere di letteratura, portava la povera gente a mangiare di tutto. Senza arrivare a Charlot, che si cucina una scarpa, la fame nera accecava la gente, fino ad episodi (spero eccezionali) di cannibalismo, e quello che mettevano in bocca, pur di placare quella fame atroce, non erano sempre manicaretti gustosi e saporiti...
Ma gli ambientalisti leggono poco, evidentemente, e hanno dimenticato la fame, o forse non l'hanno dimenticata affatto, visto che sono per il "rientro dolce", e quindi, coerentemente, contro gli OGM, che potrebbero sfamare milioni di affamati, e sono per l'eutanasia, l'aborto, pillole e preservativi, ed ogni cosa che si opponga alla vita....-
- Eh no, qui ti sbagli. Sono contro la pena di morte. -
- Nessuno tocchi caino, per carità. Si tocchi Abele, invece, lo si affami, gli si neghino gli OGM che potrebbero sfamarlo, lo si convinca a togliersi di mezzo quando, raggiunta una certa età consuma risorse senza produrne...-
- Certo, è strano che gli ambientalisti siano per le modifiche genetiche alle piante, ma non contro le modifiche genetiche all'uomo. Tra la pianta e l'uomo, preferiscono la pianta; tra l'animale e l'uomo preferiscono l'animale.... tutto questo mi sembra morboso e patologico -
- Certo, io per esempio, amo gli animali, rispetto le piante, amo la Natura. Fin da piccolo il mio colore è stato il verde, sono contro gli sprechi e contro l'inquinamento. Ma una cosa è un sano sentimento di amore per gli animali, che non può sovrastare l'amore per la specie umana, altra cosa è un fanatismo privo di buon senso, portato all'isteria, con un sottofondo di masochismo e di odio verso l'uomo e la specie umana.
Dietro tutto questo odio per gli OGM, per esempio, c'è l'odio per l'America, ma chi ne fa le spese è il mondo, sono i milioni di affamati, come quegli Africani che vorrebbero sfamarsi ma vengono boicottati da sazi, ultraalimentati burocrati europei che vorrebbero convincerli a lasciar morire i loro popoli di fame.... Gli Africani hanno diritto di chiamare questa odiosa politica europea "ecoimperialismo, ecocolonialismo, ecorazzismo", ovvero imperialismo, colonialismo e razzismo mascherati da politica ecologica -
Aldo arrivò in quel momento. Aveva una faccia scura.
- Non si trova molto cibo in questo bosco, andiamo da qualche altra parte -
- C'è qualche mora. Non sono proteine, ma almeno calmeranno la fame per oggi - e gliene demmo un po' di quelle che avevamo raccolte.
La situazione era precipitata, e mi ero ritrovato in quell'epoca oscura prima di poter studiare come sopravvivere senza il supermercato sotto casa, e il rubinetto d'acqua in cucina.
E senza poter chiamare il 118, o recarmi dal dentista... rabbrividii. Era bene non ammalarsi, perché, rispetto ai trogloditi, avevamo persa anche la medicina delle erbe. Avevo sete, tanta sete, urgeva trovare dell'acqua pulita.
- Cerchiamo un corso d'acqua ! -
Facile a dirlo, ma dove ?
Chiusi gli occhi pensando al tepore della mia stanza da bagno colla vasca piena d'acqua, pronta ad accogliermi e a farmi rilassare, al letto caldo e comodo, con calde e soffici coperte... pensai a tutte le comodità che avevo lasciato, a tutte le possibilità culturali e di divertimento che mi offriva l'epoca che avevo abbandonato.... il frigorifero...
- Il mio regno per un frigorifero ! - urlai per disperazione, - viva l'acqua minerale ! - mentre la sete mi tormentava e mi faceva ardere la gola.
Aldo si volse verso di me, come per replicare, ma non ne trovò la forza.
Nel cielo passò uno stormo di uccelli, volteggiando giocoso, ma neanche quel simpatico spettacolo calmò la mia irritazione, e allontanai con rabbia un ramo che mi ostacolava il passaggio.
In breve fummo alla fine del bosco.
Fine parte sesta
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giovedì 15 novembre 2007
Ritorno al Neolitico (V)
Mi sentii risucchiare in un vortice, sballottato come in una di quelle macchine da Lunapark che tanto fanno divertire i ragazzi, ma dalle quali io scendo sbiancato in volto come uno spettro.
Non fu una sensazione piacevole, anzi.
Oh, se al mio posto ci fosse stato mio figlio, lui sì che si sarebbe divertito. Io invece sentivo lo stomaco sottosopra, e non riuscivo quasi a respirare.
Tutto girava, girava, girava, finché arrivai, credo, ai limiti della realtà.
E vidi l'ambulanza di Pierluigi, che correva come un pazzo a sirene spiegata, domandando dov'erano i feriti. Ma io non avevo la forza di dirgli
"ehi, son chì, son chì"
Poi mi parve di essere transitato per il blog di Elleboro, e mi trovai in una foto di Ambra, a brindare con Gianpaolo e Luca
- Cavolo - pensai - questo vino non sa di niente -
Vidi Beatrice che correva abbaiando per prati verdi coperti di mille fiori...
e pensai
"Non starò mica delirando ? "
- Si, stai delirando, amico. Su, riprenditi -
Vidi la faccia di Tintentisch che cercava di rianimarmi, ma appena riuscii ad aprire gli occhi, mi accorsi che era invece Corrado
- Bentornato tra di noi - mi sorrise
- Ah, meno male che ti rivedo, Corrado. Sai, ho avuto un incubo, pensavo di essere partito per il neolitico, pensa tu ! -
- Ma quale incubo ? Guardati intorno, guarda ! -
Che strano posto era quello, non una casa a vista d'occhio
- Dove siamo ? -
- Da qualche parte nel neolitico -
- Oh, no ! - Chiusi gli occhi e appoggiai la testa sul terreno.
- Pazzo, sono stato pazzo a mettermi in questo guaio nero. E ora che facciamo ? -
- Gli amici di Aldo sono andati in giro ad esplorare la zona. Aldo è andato a raccogliere qualcosa da mangiare e da bere. Io sono rimasto con te, perché ti sei sentito male. Ero preoccupato, avevi una faccia da far paura. -
- Beh, ora sto bene, solo che starei molto meglio se fossi a casa mia, alla mia epoca -
- Però devi ammettere che il paesaggio è incantevole. Selvaggio ma affascinante. -
- Non vedo ristoranti -
- Pessimista, proprio ora sta tornando Aldo con la cena. Direi che ha fatto una raccolta abbondante e fruttuosa -
- Canticchia l'incosciente beato, canticchia -
Lo osservammo arrivare con passo spedito e leggero, tutto orgoglioso della sua preda: frutta, verdura, funghi, e dell'acqua
- Si mangia ! - esclamò trionfante - Altro che prodotti delle multinazionali, imbevuti di coloranti, conservanti, roba chimica e schifezze varie. Guarda che bei funghi che ho trovato, che frutta, che verdura.... e dell'acqua di stagno. Tutta roba vera, genuina, naturale ! -
- Io non berrei di quell'acqua -
- E perché no ? -
- Milioni di persone muoiono ogni anno per bere "l'acqua naturale", piena di larve, robaccia varia, tutta naturale, ma infetta, naturalmente. Almeno bolliamola prima -
- Eh ? - Aldo era stupito della mia osservazione... guardò l'acqua, che, a dir la verità, era alquanto torbida... e cominciò a venirgli qualche dubbio
- Beh, cercheremo un fiume o un ruscello, e troveremo acqua più limpida e pulita. -
- Certo, l'acqua "non naturale", in bottiglia, è sottoposta a una serie di processi che ci garantiscono la sua potabilità. Cosa che non è garantita per l'acqua naturale. "Naturale", intendo, perché la trovi in natura, e non solo perché non ha le bollicine. -
Aldo aveva un'espressione sofferente.
- Quanto ai funghi, - ripresi - io li butterei via immediatamente -
- Ma come, ma perché ? -
- Non sono un esperto di funghi, ma questi mi sembrano proprio del tipo "Amanita phalloides", un fungo colpevole di molti avvelenamenti letali... e quindi non correrei altri rischi. -
- Pazienza, ci sono le mele e la verdura -
- Ah, certo, tutta roba naturale, non come quelle schifezze in scatola che ci propinano nei supermercati, eh ? -
Aldo ebbe un sorriso di sollievo
- Peccato però che si tratti di cicuta. Libero di mangiarla, se vuoi fare la fine di Socrate.
Comunque, la cicuta è tutta naturale, se il tuo problema è questo.
Caro Aldo, ti sei fatto un'equazione
naturale = buono e sano
che non è affatto sempre vera, anzi. Anche il curaro e mille altri veleni sono naturali. Ma uccidono. La Natura non è sempre così buona e protettiva come pensi tu. -
Buttò tutto per terra.
Mi avvicinai e raccolsi una mela. Addentandola dissi
- Per ora combatterò la fame con questa -
Anche Corrado e Aldo raccolsero mele e potemmo mettere qualcosa nello stomaco.
Alla fine, ancora affamato, Aldo si alzò e disse che andava a cercare qualcos'altro.
Appena si fu allontanato, Corrado rise
- Certo che l'hai proprio distrutto. Ma come hai fatto a riconoscere la cicuta ? -
- Ho barato. Non conosco la cicuta, ma volevo che aprisse gli occhi sulla pericolosità dei cibi naturali.
Sai, i cibi prodotti dall'industria alimentare sono sottoposti a controlli, e questo ci garantisce, ragionevolmente, che per lo meno non siano velenosi. -
- Hmm, sarà meglio che cerchiamo qualcosa da mangiare anche noi, perché le mele fanno bene, ma una dieta di sole mele è assai squilibrata. me l'ha detto il mio dietologo. -
- Ti ha detto una cosa giusta. Diamoci da fare -
Ci alzammo e ci dirigemmo nel bosco. La fame guidava i nostri passi.
Fine parte quinta
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martedì 13 novembre 2007
Ritorno al Neolitico (IV)
Rinunciai a farlo ragionare, mi sembrava fatica ardua e probabilmente inutile.
Visto che stavamo andando nel neolitico, l'esperienza diretta gli avrebbe, speravo, aperto gli occhi.
Arrivarono i suoi amici, un gruppo di ecologisti vocianti ed entusiasti, che si avviarono verso il buio di un'epoca incerta e insidiosa coll'animo di chi va a fare una scampagnata fuori porta.
Tralascio le presentazioni, e capirete presto perché. In un'atmosfera festosa ed impaziente stavamo per salpare verso l'ignoto.
- In che anno andiamo ? -
- Zio Massimo non ha potuto perfezionare questa navicella, che è ancora un prototipo, quindi non lo sappiamo esattamente... a spanne dovremmo essere prima della scoperta dell'agricoltura -
- Ti dà tanto fastidio l'agricoltura ? -
- Certo, agricoltura e allevamento sono attività inventate dall'uomo, innaturali ed odiose, che portano a pericolosi squilibri nel mondo della Natura.
Noi vogliamo recuperare il vero rapporto con essa, vogliamo che l'animale-uomo si inserisca, allo stesso livello, senza favoritismi, in armonia con le altre specie animali, che ne rispetti l'ambiente e la libertà, e non se ne faccia cibo. Siamo strettamente vegetariani ! Basta con la violenza sugli animali ! -
- Mio dio, fammi capire: niente industrie... -
- Mai e poi mai -
- ... niente agricoltura... -
- Alla larga ! -
- ...niente allevamento...-
- Deve finire l'oppressione dell'uomo sull'animale ! -
- ... niente caccia e pesca...-
- Assolutamente, mica vorrai uccidere dei poveri, innocenti animali, assassino ! -
- Ma Gesù ha moltiplicato i pesci, quindi...-
- Vallo a dire ai cattolici, non mi riguarda. I pesci sono esseri umani come tutti gli altri... -
- Umani ? -
- Volevo dire, pensanti, intelligenti, sensibili. Sei un mostro a volerne la morte ! -
- Ma guarda che da che mondo è mondo il pesce grande mangia il piccolo ! -
- Se anche fosse, lo fanno per fame, è naturale, non come l'uomo, che usa ami, reti e altre diavolerie. Hai mai visto un pescecane usare la lenza, o una rete ? -
- Effettivamente, mai... -
- Lo vedi ? L'uomo è malvagio e crudele, ed usa mezzi subdoli e iniqui. Questa strage deve finire. -
- Quindi niente caccia e niente pesca, eh ? -
- Niente ! -
- Vivremo solo di raccolta di quello che troviamo -
- Esattamente -
- Ma ti rendi conto che così l'intera Terra non basterà ad ospitare, credo, duecentomila esseri umani ? Te lo immagini se tutta la civiltà si fermasse, e la gente uscisse di casa a raccogliere, solo raccogliere, quello che c'è, colle sole mani, semza poter usare nessun arnese, nessuno strumento -
- Forse che gli altri animali usano strumenti ? Sarebbe una situazione di equa parità. Proprio quella che dobbiamno sperare e volere -
- Ah, stiamo messi bene... -
Scossi la testa.... per quel giorno ne avevo sentite abbastanza, anzi fin troppe, così cambiai argomento
- E il ritorno ? Siamo sicuri di tornare sani e salvi ? -
- Quale ritorno ? Credo che zio Massimo abbia pensato anche a questo, ma noi andiamo per restare. -
Restare ? Io no, non ci tenevo proprio, e stavo per dirlo, a costo di scendere da quel trabbiccolo prototipale, e rinunziare a difendere l'indifendibile cugino, che si avviava incoscientemente verso un sogno avulso da ogni realtà, ma il pilota, uno degli amici di Aldo, aveva acceso i motori, e una forza immensa mi schiacciò, impedendomi di parlare.
Ebbi solo il tempo di capire che ormai ero in ballo, volente o nolente, prima che tanti puntini neri offuscassero la mia vista, sempre più grandi,
finché fu tutto nero.
Fine quarta parte.
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domenica 11 novembre 2007
Ritorno al Neolitico (III)
Eccomi pronto ad un'avventura pericolosa. Tirai un sospiro di rassegnazione. Cosa avrebbero detto gli altri, i miei alunni, mia moglie, la mia famiglia... ah, se avessero saputo !
Almeno sarebbe rimasto Corrado ad avvisarli, lui, l'unico che sapeva dove mi ero ficcato.
- Eccomi ! - disse Corrado, interrompendo i miei pensieri.
- Che ci fai qui ? -
- Vengo anch'io, non vi lascio soli -
- E chi avviserà gli altri ? -
- Tranquillo, ho telefonato ad Ambrarosa e a Luciano. Li avviseranno loro. -
Beh, pensai, almeno sul Legno qualcuno l'avrebbe saputo.
Incominciai a sudare, non so perché, ma la macchina non partiva, stavamo sempre lì.
- Qualcosa non va ? -
- Ti piacerebbe, eh ? No, no, sto solo aspettando gli altri - rispose Aldo
- Gli altri, chi ? -
- Dei miei amici filoneolitici -
- Filoneolitici ! - fischiai - Certo, è un piacere aver compagni al duolo, e alla vita corta e dura ! -
- Staremo benissimo, faremo una full immersion nella Natura, vivremo nel respiro amorevole di Gaia, la nostra dea ! -
- La vostra dea, eh ? ....pensavo tu fossi ateo -
- Infatti, ma Gaia è viva, pensa, agisce.... e a dire la verità, per colpa di voi amanti diabolici del progresso, inquinatori folli amici dell'America... orrore... per colpa vostra la nostra amata Gaia soffre, e se non riporteremo il mondo al neolitico preagricolo, essa morrà, uccisa dall'anidride carbonica, dagli inquinamenti, dalle industrie, dall'agricoltura, dalle esalazioni mortali delle mucche, sommersa dalle acque dei ghiacciai sciolti per colpa vostra... oh quali immensi danni le state facendo, voi che vi ostinate ad usare l'auto, e... orrore... l'aereo ! -
Qui ebbe un'espressione di forte disgusto, quasi di disperazione.
- Che t'ha fatto di male, l'aereo ? -
Mi dette un'occhiataccia, come se avessi osato mettere in dubbio una cosa tanto ovvia, banale ed assodata... che l'aereo fosse l'espressione più alta dei mali del mondo.
Mi venne da ridere
- Sei ridicolo, l'aereo è il simbolo del progresso, e se ci pensi un po', e ti fai due conti, vedi che un viaggio in aereo inquina meno dei viaggi in auto che dovrebbero fare i passeggeri, se non potessero usare l'aereo. -
- Ma quale auto ! A piedi, dovete andare, a piedi. O al massimo in bicicletta.
Fatti due conti con l'impronta ecologica, e vedi se non è così. L'unico modo per avere una impronta veramente ecologica è rinunciare ad auto ed aereo, caro il mio cuginastro. -
( vedi: http://www.footprintnetwork.org/index.php )
- Cioè ? La puoi spiegare in due parole ? -
- Nel sito citato c'è la possibilità di misurare la tua impronta ecologica.
E' un questionario e se lo riempi, vedrai che se ci metti l'auto o l'aereo, col, cavolo che puoi avere un valore accettabile. -
- Quindi ? -
- L'impronta ecologica è uno strumento che ti permette di misurare di quanta terra e acqua ha bisogno una popolazione per produrre le risorse che consuma.
Per vivere, consumiamo ciò che ci offre la Natura, ed ogni nostra azione ha un suo impatto sugli ecosistemi dei pianeta.
Questo non sarebbe un problema se gli uomini non abusassero delle risorse della Terra, e non eccedessero nei consumi, oltre ciò che la Terra stessa possa rinnovare.
Al giorno d'oggi, l'umanità consuma il 23 % più di quanto il pianeta possa rigenerare. In altre parole, visto che fai questa espressione scettica, da quell'ignorante e incosciente che sei, ci vorranno 14 mesi per rigenerare quello che consumiamo in un anno. Se continuiamo così, sarà inevitabile esaurire le risorse del pianeta !
Quindi, niente auto, niente aereo, andate a piedi. A piedi ! -
Guardai sconsolato le mie scarpe, prima di rispondergli.
- La ricchezza di un Paese si misura dalla velocità di circolazione della moneta, lo sai ?
Eliminando auto ed aereo, e costringendo la gente ad andare a piedi... -
- O in bicicletta -
- ... si, o in bicicletta, causerete una profonda, irrimediabile depressione economica. Morirà tanta gente -
- Questo non sarebbe un male, siamo troppi su questo mondo. Rientro dolce, rientro dolce ! Dobbiamo diventare due miliardi. Andate a piedi, o consumeremo irrimediabilmente e per sempre tutte le risorse della Terra !
Andate a piedi ! -
Fine parte terza
"duepassi"
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sabato 10 novembre 2007
Ritorno al Neolitico (II)
Trovai Aldo assai eccitato, che andava di qua e di là, preparando bagagli e valigie, canticchiando "colline verdi" di Marcella Bella, tutto sudato, ogni tanto guardandomi con un'aria da furbetto.
Alla fine sbottai
- Ma che ti è preso ? - e qui feci la domanda intelligente - ...parti ? -
Mi guardò indispettito
- No, sto preparando le valigie per passare un mese di vacanza in casa -
- Ok, ok, sono stato banale, ma tu mi incuriosisci. Dove vai ? -
- Vado, anzi "torno" nel neolitico ! -
E, prima che potessi ribattere, continuò trionfante
- Aria pura, cibo sano e nutriente, acqua naturale, senza potassio aggiunto, notti a guardar le stelle, passeggiate nella Natura incontaminata, vita allegra, felice, senza problemi, senza l'ansia e lo stress di questo mondo sovrappopolato e frenetico, vittima del consumismo, avvelenato dall'anidride carbonica, condannato dai cambiamenti climatici, temperature orrende, mari che ti entrano in casa senza permesso, e ti inseguono su per le baite alpine, senza darti tregua, cicloni, tsunami, terremoti, allagamenti.... tutta roba sconosciuta agli uomini del neolitico, che vivevano la purezza del contatto colla Natura, l'amicizia degli altri animali, l'armonia della foresta e delle praterie non contaminate dall'uomo, dalla sua avidità, dalla sua crudeltà... -
E qui mi dette un'occhiata da commissario che fa il terzo grado al testimone reticente
- Lo sai quanti siamo su questa Terra ? Miliardi, miliardi... oh, ma abbiamo un grande progetto, si chiama "Rientro dolce", e ci riporteremo dolcemente a massimo due miliardi !
(vedi: http://www.rientrodolce.org/ )
Aborti, eutanasia, e via dicendo, faremo abortire anche quelli il cui oroscopo sia sfavorevole, così non ci saranno più sfigati su questa Terra ! -
Lo guardai sbigottito. Sapevo che s'era fatto recentemente una indigestione di frescacce e ambientalate, ma non mi aspettavo che ne fosse così impregnato.
Detti un'occhiata fuori dalla finestra a quel mondo che lui voleva abbandonare, niente più sinfonie, niente film, niente auto, navi, aerei o ristoranti, niente librerie, ospedali, centri commerciali... niente di ciò che, nel bene e nel male, ma soprattutto nel bene, ha fatto l'uomo per poter vivere una vita più sana, più comoda, più confortevole, più lunga, più sicura...
Avevo detto che l'avrei accompagnato, e l'avrei fatto, ma avrei saputo sopportare la mancanza della mia rivista di sudoku, ogni venerdi ?
La mia dieta mi aveva costretto già a girare al largo dalle pasticcerie, ma come avrei potuto sopportare tutte le altre privazioni ? Addio computer sorgenti da internet, e dai costi elevati, siti ineguali noti a chi ha navigato tra voi, e impressi nel suo hard disk non meno che l'aspetto dei suoi familiari (ma in un'altra cartella), file de' quali si distingue l'estensione come il suono delle voci domestiche, foto sparse e di mille colori per cartelle e sottocartelle. come branchi di pecore pascenti, addio ! Quanto è tristo il passo di chi, avendo navigato tra voi, se ne allontana !
Ma non c'era tempo da perdere, Aldo s'era già infilato nella cabina, e mi ci infilai anch'io, prendendo posto accanto a lui.
Ebbi un tuffo al cuore, il neolitico ci aspettava !
Fine parte seconda
"duepassi"
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Etichette: Ritorno al Neolitico
venerdì 9 novembre 2007
Ritorno al Neolitico (I)
- "Ritorno al neolitico !" -
- Così ha detto ? -
- Si -
- Nooo ! -
- Ma sì, ha detto così, che vuole tornare al neolitico, quello di prima dell'agricoltura, perché l'agricoltura, dice lui, toglie terra alle foreste, e sarebbe quindi un cancro, un male voluto dall'uomo, che ucciderebbe Gea, la Terra. -
- E quindi niente agricoltura ? -
- Niente, secondo lui -
- E' proprio impazzito, ma per fortuna non può tornarci -
- A parte che questo è proprio il programma di certi ambientalisti, riportarci al neolitico preagricolo, per non consumare le risorse del pianeta.... un ritorno alla vita preistorica, naturale, e, secondo loro, più sana... -
- Ma se la vita media era di 15 anni ! Vedi ora come si è allungata la vita.... come fanno a dire certe menzogne ? -
- E' che vivono nei fumetti. Si sono imbevuti di cartoni animati, e invece di trarci un sano divertimento di un'ora, ne hanno fatto una filosofia di vita. Così i cattivi sono quelli che vogliono costruire centri commerciali.... i pescecani sono buoni, e gli eroi migliori sono quasi tutti topi... alla faccia delle ditte di derattizzazione.
Gli uomini invece sono cattivi, inquinano il pianeta, fanno scomparire le specie animali... -
- Già, chi ha fatto scomparire i brontosauri, le tigri dai denti a sciabola, i mammuth, gli pterodattili e tante altre specie, Bush e le sue industrie ? -
- La Terra si starebbe riscaldando per colpa dell'uomo... -
- Anche Marte, Giove e via dicendo... ma quali industrie americane starebbero inquinando gli altri pianeti ? -
- E lo dici a me ? Sfondi una porta aperta. Ma Aldo ne è convinto. Del resto hanno dato il premio Nobel ad al gore... e tutti gli scienzioti di regime, forse per bussare a soldi e finanziamenti, sostengono questa tesi, che per me è una bufala colossale....e sai com'è influenzabile Aldo, basta dirgli che "l'hanno detto gli scienziati", e lui, poveretto, che ha tante altre cose da fare e non può approfondire, studiare, capire, ci crede, si impressiona, si fa coinvolgere.... del resto lo conosci, no ? E' fatto così -
- Lo so com'è fatto, ma io che posso farci ? non riuscirei mai a convincerlo del contrario. -
- Ma è pur sempre tuo cugino, non vorrai che si faccia uccidere da qualche troglodita nell'illusione di incontrare il buon selvaggio ? -
- ...si faccia uccidere, hai detto ? Non vorrai mica dirmi che...? -
- Purtroppo si, vuole usare la macchina del tempo che ha costruito zio Massimo per tornare davvero nel neolitico ! -
- Ma funziona ? -
- Si pensa di si -
- E lui vuole tornare nel neolitico perché ora staremmo bruciando le risorse del pianeta ? -
- Si -
- Devo fermarlo -
- E' proprio per questo che sono venuto ad avvisarti, ma fai presto, che sta già preparando le valigie, e non riuscirai a trattenerlo facilmente -
- Allora, se sarà necessario, andrò con lui. Devo proteggerlo, nonostante tutto. -
Raccolsi in fretta alcune cose, e mi diressi di gran carriera a casa di Aldo.
Nel cielo si addensavano fosche nubi, oscure come i miei pensieri e i miei presentimenti.
Mi tirai su il bavero del cappotto, ed affrettai i passi, coll'animo inquieto.
Fine parte prima
"duepassi"
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NEWS & INFORMAZIONI dalla Riviera Jonica
ALTRI SITI DELLA RIVIERA JONICA
Previsioni vento in Km/h, Jonio Meridionale
Qui troverete, sempre a portata di mano :
Potrete controllare quanti punti del PROGRAMMA sono stati realizzati, come sono stati realizzati.
Potrete controllare cosa non é stato realizzato.
A.D. 2009, 21 Ottobre.
Siamo a quasi 2 anni dal cambiamento di redini, gli asini sono rimasti, oltre a qualche rattoppo, non si vede nulla !
Neanche i soldi per quache maschera antigas, viste le fughe permanenti della rete fognaria.
Si propaga fumo (gemellaggio), si sponsorizzano (sciala popolo),
si promette, non si mantiene, aria calda, non solo di scirocco.
Quanto hanno promesso ! Le "linee programmatiche" sono e rimarranno ben visibili qui sotto, fatevi un' idea autonoma.
A.D. 2010, 9 Aprile.
Gemellaggio, come se tutto dipendesse da questo "atto".
Spargono fumo fasullo, perché di arrosto non si vede nanche l' ombra.
Tutto viene lasciato all' abbandono, invece di alzare i deretani ed andare a cercare finanziamenti, se ne stanno a piangere "curcio" e a comunicare al "popolo bue" il solito ritornello: Non abbiamo soldi !
Buona fortuna !
Poveri disgraziati condannati a rimanere chiusi nel guscio della "perla dell' Jonio".....perché la perla se la sono giá fregata da tempo.
