Egregio sig. Caminiti, ho scoperto da poco (e casualmente) questo blog . Non ho orgini furcesi essendo palermitana doc, ma ho trascorso diverse estati lungo quel periodo che era la mia primavera. Parlo di un tempo che si aggira intorno agli anni settanta quando ero ancora adolescente. Andare a Furci per qualche giorno di vacanza era per me una vera gioia perché significava ritrovare quelle persone a me divenute care che avevo lasciato l'anno precedente e anche conoscerne delle altre, meteore di passaggio in un'estate, che forse non avrei rivisto mai più. Ragazze e ragazzi (ma anche i loro genitori e parenti) oggi "signore e signori", di certo genitori a loro volta. Non avevamo nulla di tutto quello che oggi la tecnologia offre a noi e ai nostri ragazzi, niente pc né i-pod né telefonini né cd né motorini, né il paese offriva possibilità di svago o punti di ritrovo, solo il mare che ci riuniva la mattina sul pietrisco rovente della spiaggia, le nostre gambe che ci portavano nel pomeriggio a passeggio anche verso i paesi limitrofi, la nostra voglia di ridere, giocare, chiaccherare e confrontarci. Un anno si capitò un giradischi e quattro 45 giri (ma i più giovani forse non sanno nemmeno di cosa parlo! ahahah) e fu una conquista che ci diede modo di riunirci in casa la sera e ritrovarci ancora insieme.
Poi non andammo più a Furci e, come spesso accade nella vita, si interruppero i contatti con le persone conosciute, contatti forse irrimediabilmente persi anche per il timore, dopo tanto tempo, di essere pateticamente anacronistici. Trascorsero diversi anni prima di ritornarci per una breve visita ed ancora oggi quando mi trovo da quelle parti faccio il possibile per passarci prima di riprendere la via di casa, percorro qualche tratto a piedi per strade e posti a me noti e poi raggiungo la spiaggia, il lungomare che ieri era appena una strada sterrata dove gli uomini giocavano a bocce e dove spuntavano i cortili delle case. Mi soffermo un po' indugiando serenamente e rivedendo con gli occhi della memoria tutti quei volti rimasti integri nel mio affetto.
Grazie Furci per avermi ospitato in quei giorni di spensieratezza.
A lei sig Caminiti va il mio ringraziamento per l'attenzione che mi concede ed anche un sentito complimento per questo blog interessante e ben fatto che mi ha consentito di riaprire i rubinetti del mio "amarcord" e suscitato il desiderio di condividerlo.
Margot
Gentile Margot, come la invidio.
RispondiEliminaIo conosco Giuseppe, ma non la sua Furci e vorrei proprio poter condividere con lei i ricordi della sua giovinezza per sapere come era Furci quando Pippo l'abbandonò per andare a lavorare in Germania.
Ora che è tornato, vede ?, è disilluso, perché non la ritrova com'era o , forse. non la trova cresciuta abbastanza e in buona salute.
Certamente questa sua lettera lo renderà felice e gli riporterà un po' del profumo della sua infanzia.
Vogliamo chiedere a lui un commento ?
La saluto cordialmente e le auguro ogni bene. Ambra- un'amica di Pippo
E' dolce ogni tanto soffermarsi a ricordare quando i ricordi sono belli e cari e quelli della gioventù lo sono spesso e niente e nessuno ce li potrà mai togliere. Ma nulla è immutabile, è legge di natura. Quando si ritorna dopo tempo non si può ritrovare ciò che abbiamo lasciato per com'era. La qualità dei cambiamenti dipende da vari fattori: economici, politici, ma anche di mentalità civica collettiva. I mutamenti positivi si operano nel tempo soprattutto nelle coscienze di ognuno, agendo in modo costruttivo per il bene della pluralità e non manipolando e polemizzando. Purtroppo la stupidità umana (a qualunque latitudine e longitudine del globo) a volte ci svia da questo intento.
RispondiEliminaPer promuovere i "Veri Cambiamenti" forse dovremmo attenzionare maggiormente la formazione di coloro che diventeranno gli artefici dei futuri sviluppi, secondo quali che siano i nostri ruoli (genitoriali, didattici, di aggregazione, ecc.) ed i nostri campi di operazione (famiglia, scuola, amm. pubblica, associazioni ricreative, ecc) facendo ognuno la propria parte nel suo piccolo.
Crediamoci, ed avremo il coraggio di procedere in avanti, al contrario la troppa sfiducia zavorra e crea falle rovinose e pericolose.
Gentile e sensibile Ambra, la ringrazio per la sua cordialità che ricambio sinceramente.
Margot